Dopo i Funeral, il primo a riproporre in Norvegia sonorità riportabili al genere evocato da quella band è Knut Farstad, musicista di Bergen che con il suo progetto solista MÜL pubblica tra il 2001 e il 2008 cinque full length completamente autoprodotti e scaricabili in mp3 dal suo sito, tuttora attivo. L’approccio DIY si fa sentire in particolare nei primi album, anche se quello che complica di più l’ascolto non è la resa sonora bensì un approccio abbastanza ondivago alla materia, tra industrial, sludge, ambient, post rock, sperimentazioni e fughe classicheggianti ad accerchiare una base funeral che sembra più il punto di partenza per tutte queste digressioni piuttosto che un punto fermo nello sviluppo del sound. In effetti, lo stacco tra un vagamente più canonico Human Vindice e la dissonante inquietudine di Litany Circus è abbastanza netto e, nonostante la bontà della maggior parte delle idee introdotte, tutte le opere prodotte si rivelano interessanti ma certo non destinate a lasciare il segno. La natura prevalentemente strumentale delle composizioni non aiuta a fissare nella mente il lavoro lodevole di Knut, il quale, dopo il quarto album Litany Circus, attende altri quattro anni prima di rilasciare il suo ultimo lavoro, Rites Of Doom, opera più organica, fatte le debite contestualizzazioni, e ideale summa di quanto proposto nella prima metà del decennio. Se non imprescindibile, comunque quanto fatto dal ragazzo norvegese è meritevole d’ascolto, perché non è improbabile che qualcuno possa restarne attratto stante la sua sghemba interpretazione del genere.

2008 – Autoprodotto