I Celestiial vengono fondati da Tanner Anderson (vc, ch) come portatori di un concept naturalistico; il demo d’esordio del 2004 vede il musicista originario del Montana affiancato dal batterista Timothy Glenn. Lo scorrere delle acque, i suoni percepibili di un ambiente naturale incontaminato vengono inseriti in una struttura funeral alquanto scarna e ripetitiva ma di un certo fascino, il tutto apparentemente preparatorio all’uscita due anni dopo di Desolate North, full length che non evidenzia una sostanziale evoluzione delle coordinate già esibite. In tal senso si tratta della conferma di una scelta compositiva che continua a scontentare chi avrebbe desiderato ascoltare qualcosa di più vario e dinamico ma, allo stesso tempo, viene approvato da chi trova nei Celestiial l’ideale veicolo per congiungersi alla natura conferendole un ruolo di guida e madre, in antitesi agli stupri subiti dall’uomo nel corso degli ultimi decenni. Non a caso Anderson trova la sponda perfetta in un altro musicista come Chet W. Scott, che persegue lo stesso pensiero e il risultato è appunto lo split album del 2008 con i Blood Of The Black Owl del musicista di Seattle. Where Life Springs Eternal, pubblicato nel 2010 per l’etichetta dello stesso Scott, la Bindrune Recordings – che ha già patrocinato i Celestiial nei precedenti lavori – rappresenta l’ultima uscita per la band che intanto è diventata un trio con l’ingresso al basso di James Walton, all’epoca ancora negli Agalloch dei quali faceva parte fin dai loro esordi. L’album si mostra parzialmente diverso rispetto a quanto già fatto, in virtù di un incedere che include spunti industrial uniti a un approccio virato verso l’ambient drone, il che certo non rende più fruibile una proposta a suo modo molto originale, per quanto rivolta a pochi intimi.

2010 – Bindrune Recordings