Il funeral doom irlandese ruota sostanzialmente attorno a una sola band, i Wreck Of The Hesperus, e al trio di musicisti che ne fanno parte e che, a loro volta sono attivi con diversi progetti paralleli.
Andrew Cunningham (AC Rott, chitarra e voce), Cathal Rodgers (Count Rodge, basso) e Ray Keenaghan (R Mongo, batteria) hanno fondato il gruppo nel 2004 cominciando a proporre il loro funeral sludge del tutto alieno a qualsiasi idea melodica o atmosferica con il demo Terminal Dirge e nel 2005 con l’ep Eulogy for the Sewer Dwellers.
Il 2006 ha visto l’uscita del primo full length The Sunken Threshold, con tre brani brutti, sporchi e cattivi, esattamente come volevano fossero i loro autori; in effetti le sonorità rimandavano alla frangia più inaccessibile e repellente del genere, certo anche in virtù di una componente sludge sgraziata.
Eppure molti, andando a ricercare qualche notizia sul nome scelto, potrebbero stupirsi scoprendovi un riferimento nobile come quello dell’omonima poesia di Henry Wadsworth Longfellow, ma in realtà i nostri hanno sostenuto che Wreck Of The Hesperus sia una forma gergale tutta irish per indicare una condizione di disagio, come per esempio i postumi di una sbornia.
Quest’ultima teoria viene ampiamente suffragata dal sound tutt’altro che poetico messo in mostra dai dublinesi i quali nel 2011 rilasciano il secondo lavoro su lunga distanza Light Rotting Out, che scaraventa sull’ascoltatore l’ennesima camionata di fango maleodorante andando a seppellire ogni preesistente barlume di positività.

2011 – Aestethic Death