2012 – Autoprodotto

Come per le altre nazioni della penisola araba anche per il Bahrein non si può parlare di scena metal, a meno che non si voglia considerare tale una decina di gruppi per lo più dediti ai generi estremi. Diversi di questi vedono quale comune protagonista Learza, uno dei musicisti più attivi in ambito estremo nella sua nazione, con progetti svariati tra black, ambient e doom. In quest’ambito spiccano i Qafas; mentre i primi due lavori mostrano una propensione ambient strumentale il terzo comprende sostanzialmente una lunga traccia di matrice black. L’idea di funeral affiora solo nel full length Larghetto Laments, un’opera per certi versi affascinante ma di non semplice decrittazione, nel suo oscillare tra pulsioni classicheggianti, rallentamenti, sfuriate in doppia cassa e intrecci strumentali disturbanti. L’album mostra diversi momenti brillanti ai quali non sempre corrisponde un’adeguata performance a livello esecutivo, ma si tratta comunque di una prova meritevole di approfondimento da parte di chi fosse alla ricerca di sonorità altre in ambito funeral. La successiva compilation Mesonoxian Conspiracies fornisce la possibilità di ascoltare una sorta di compendio della produzione dei Qafas prima della loro caduta nell’oblio.