Sepultus Est – Apocalyptic Trumpets Act I

La realtà peruviana più incasellabile a tutti gli effetti nel funeral doom è il frutto dell’ispirazione di Christian Díaz Del Olmo, conosciuto dagli appassionati soprattutto per quanto fatto sotto il moniker Sepultus Est ma che, non va dimenticato, ha posto le basi in precedenza con altre due band da lui guidate, Ayashinan e Serpentis Ensemble.
Luna de los Muertos, demo d’esordio degli Ayashinan, usciva nel 2009 e in quel caso Diaz capeggiava un gruppo di musicisti con i quali offriva un sound lentamente cadenzato, guidato dalla tastiera e da un rantolo suscettibile di miglioramento; benché minimale e perfettibile, i quasi quaranta minuti di musica erano suggestivi di un talento in forte crescita, nonostante il nostro fosse all’epoca già ultratrentenne.
L’uscita l’anno successivo di The Martian Face a nome Serpentis Ensemble esibiva un sensibile miglioramento, probabilmente dovuto anche alla possibilità di Christian di fare tutto da solo, salvo avvalersi di un session alla batteria: il suono delle tastiere si era fatto molto più avvolgente e meglio definito, la voce più appropriata mentre la chitarra svolgeva un compito di mero accompagnamento evitando le perfettibili parti soliste (suonate da altri) ascoltate con gli Ayashinan: una buona prova, alla quale faceva seguito nel 2011 un nuovo demo, Offrande A La Mort, un’altra convincente uscita fondata su atmosfere dolenti e ariose.
Ritenute chiuse queste due esperienze, salvo riproporre nel 2016 i due demo nello split Feretrum Dismissum, il musicista di Lima dà vita a quello che diverrà il suo progetto principale, ovvero i Sepultus Est, pubblicando nel 2012 un primo full length intitolato Apocalyptic Trumpets Act I, lavoro nel quale si evidenzia un consistente progresso rispetto a quanto ascoltato in precedenza: le strutture melodiche sono meglio definite da tastiere più efficaci e profonde, così come l’uso della voce con il supporto di un cantato femminile sobrio ed efficace come sempre dovrebbe essere. Il sound è molto melodico e atmosferico, anticipando quello che sarà il marchio di fabbrica della band guidata da quello che da quel momento assume il nickname Lord Sepultus circondato da un manipolo di validi musicisti. Le quattro parti di Apocalyptic Trumpets scorrono molto bene e vengono arricchite (o appesantite, a seconda dei punti di vista) nella ristampa della GS Productions da due altre lunghe tracce a mio avviso superflue, la sdolcinata El Atardecer Llora Sobre Mi Tumba e la superflua registrazione di quello che credo sia un esorcismo, Anal A La Virgen María, espediente piuttosto abusato la cui riproposizione in veste musicale possiamo perdonare solo alla geniale coppia Eno/Byrne in Jezebel Spirit.

2012 – Autoprodotto