Il nome Eïs ai più potrebbe dire poco o nulla, ma in realtà si tratta della nuova incarnazione dei Geïst, ottima black metal band tedesca costretta a modificare il proprio moniker a causa di una diatriba giudiziaria con un gruppo omonimo. Pertanto questo Wetterkreuz costituisce, di fatto, il loro full length d’esordio, anche se gli Eïs hanno già riedito con questo nome sia Patina che Kainsmal, i due migliori dischi, nonché i primi in ordine temporale, pubblicati con il precedente marchio. La voce dell’immortale Klaus Kinski introduce Mann Aus Stein, brano dalle atmosfere maestose ed evocative, che fa subito capire che quel parziale appannamento mostrato con Galeere, ultimo parto discografico dei Geist, è stato annullato dal rinnovato entusiasmo con cui i due superstiti della line-up originaria, Alboin e Marlek, si sono lanciati in questa nuova avventura. Auf Kargen Klippen è un’altra splendida traccia, forse dall’appeal più scandinavo rispetto al resto dell’album, intriso, invece, delle sonorità tipiche della scena tedesca che vede come inevitabili punti di riferimento i Lunar Aurora. In questo senso vanno sia la più cupa title track che l’altrettanto valida Am Abgrund, mentre la voce dell’attore prediletto da Herzog torna a farsi sentire in Bei Den Sternen, brano che chiude alla grande, così come era iniziato, un album di notevole spessore. Come valore aggiunto, va rimarcato che la versione digipack del cd offre, oltre a una valida bonus track, Thou Whose Face Hath Felt The Winter’s Wind, cover dei misconosciuti Sun Of The Sleepless (accantonato progetto solista di Schwadorf dei Vision Bleak), anche un secondo dischetto contenente i cinque brani remixati da altri musicisti (tra i più noti Duncan Patterson – ex-Anathema, ex-Antimatter e The Gentleman e H.H. Bronsdon – A Forest Of Stars) che potrebbe rivelarsi di sicuro interesse per chi apprezza anche il sound elettronico. Wetterkreuz riporta meritatamente all’attenzione gli Eïs / Geïst confermando la bontà di una scena tedesca, che oggi, forse, costituisce qualitativamente il vero punto di riferimento per quanto riguarda il black metal.

2012 – Lupus Lounge