2013 – Solitude Productions

Un’altra band ucraina si affaccia alla ribalta della scena doom death sotto l’egida della Solitude e, come avvenuto di recente per i connazionali quali Embrace Of Silence e Narrow House, la cosa non può che essere salutata con piacere.

Purtroppo non è stato possibile raccogliere informazioni più dettagliate sui Mental Torment, lasciamo quindi che sia la musica contenuta in On The Verge… a descriverne le caratteristiche salienti.
Maelstrom e My Torment, i primi due veri brani dopo la breve intro, mostrano un songwriting creativo, sempre alla ricerca di atmosfere oscure e malinconiche senza indugiare troppo in passaggi interlocutori che, spesso, chi ha poco o nulla da dire tende ad aggiungere con l’unico intento di allungare a dismisura il brodo.
Un growl efficace e un suono di chitarra diluito e alla costante ricerca della giusta melodia da incastonare all’interno di atmosfere opprimenti sono gli ingredienti che fanno di On The Verge… un disco riuscito e convincente.
Sento già qualche vocina sullo sfondo lamentarsi della poca originalità della proposta della band di Kiev, ma l’unica risposta possibile è questa: se qualcuno dimostra la capacità di creare composizioni in grado di emozionare e soddisfare chi ama questo genere non va certamente stigmatizzato perché altri sono riusciti prima in questo intento, piuttosto andrebbe solo incoraggiato e ringraziato per questo.
Cold Rusted Flame e Tragedy sono altri due episodi splendidi che si inseriscono nel solco tracciato dagli Officium Triste (come giustamente suggerisce la scarna bio in mio possesso), mentre sono meno d’accordo sull’accostamento con Mourning Beloveth e, soprattutto, Saturnus ma citerei invece, come ulteriore e più probabile affinità, i Frailty dello splendido Melpomene.
On The Verge… è un altro buonissimo esempio di death doom, eseguito con gusto e competenza, proveniente dalle fredde ma prolifiche lande dell’estremo est europeo.