Effigies Of Desolation non è il nuovo disco degli Ophis ma si tratta di una raccolta, nel formato del doppio cd che, sotto l’egida della Cyclone Empire, ripropone il full length d’esordio, Stream Of Misery e il precedente ep Nostrae Mortis Signaculum, da anni non più disponibili sul mercato, oltre al primissimo demo inciso e alcuni brani live. Questa operazione potrebbe apparire tutto sommato prematura, considerando che la band tedesca non ha alle spalle una discografia particolarmente ricca, avendo al suo attivo un solo altro disco oltre al materiale presente in questa riedizione; il senso dell’iniziativa, però, si può intuire ascoltando con attenzione i due brani contenuti nello split con gli Officium Triste, Immersed, uscito lo scorso anno, che mostravano un volto diverso della band amburghese che pare volersi svincolare dai canoni del death doom, protendendosi verso un sound sempre cupo ma contemporaneamente aperto a una contaminazione con il post metal. Alla luce di questo, l’ascolto di Effigies Of Desolation costituisce una sorta di tuffo in un passato che non rappresenta più gli Ophis che verranno, ma resta il fatto che per un appassionato di death doom l’ascolto di brani cupi e malinconici come Pazuzu o Dolor Nil Finis costituisce sempre un piacere impagabile. Anche i brani più vecchi mostrano il valore della band evidenziando contemporaneamente quale sia stata la sua evoluzione in un lasso di tempo relativamente breve. Come accade a gran parte delle compilation, non è tanto la musica in essa contenuta quanto la sua reale utilità ad essere messa in discussione; resta il fatto che Stream Of Misery è un disco davvero splendido per cui, chi non ne possedesse la copia originale, potrebbe sfruttare questa occasione per accaparrarselo in una veste arricchita di contenuti di indiscutibile interesse. 

2013 – Cyclone Empire