Ep d’esordio per questa interssante one-man band denominata Phobonoid, dietro alla quale si cela il musicista trentino Lord Phobos.

Orbit è un breve concept che descrive l’ipotetica fine della civiltà su Marte e la musica che lo accompagna è, in effetti, quanto di molto più vicino possa esserci a una colonna sonora di un film di fantascienza dai connotati apocalittici.
Lord Phobos è autore di una buona prova all’insegna di un black metal dalle connotazioni industrial, che attinge a svariate influenze tra le quali spicca quella rappresentata dalla scuola avanguardista francese che vede i Blut Aus Nord quale nome di punta.
Anche se la produzione relega sullo sfondo la voce, non so quanto volutamente, vanificandone comunque l’impatto e rendendo l’opera, di fatto, pressoché strumentale, Orbita gode di notevoli spunti che fanno intravedere interessanti sviluppi per il futuro dei Phobonoid; in particolare le ultime due tracce, Magnete e Deimos, si elevano nei loro sei minuti complessivi per la drammaticità e il pathos che riescono a comunicare, mostrando uno sbocco compositivo da esplorare con ancor più convinzione nelle prossime uscite; per ora il giudizio non può che essere positivo, anche se per esprimersi in maniera più compiuta sarà necessario attendere le ulteriori mosse di Lord Phobos.