Lungi dal voler entrare nella polemica provocata dalla frattura insanabile avvenuta tra i membri storici dei Negură Bunget qualche anno fa, non si può fare a meno di constatare, volendo vedere le cose dal lato egoistico dell’appassionato, che se non altro ora c’è la possibilità di godersi due grandi band invece che una soltanto. Non volendo prendere le parti di alcuno, l’unica osservazione che si può fare è che forse sarebbe stata auspicabile anche da parte di Negru la scelta di utilizzare un nome diverso per il suo attuale progetto, a maggior ragione ora che ha nuovamente rivoluzionato la line-up rispetto a Poarta De Dincolo, visto che la qualità della musica espressa è comunque innegabile e che, se così non fosse stato, il mantenimento di un moniker già affermato avrebbe costituito soltanto il classico specchietto per le allodole.
Ma tant’è … , i Negură Bunget, come anticipazione del loro secondo album nella versione “mark II”, pubblicano questo incantevole 7” che, in linea con le tendenze già manifestate nelle uscite più recenti, è costituito da un folk ambient dal sapore ancestrale e che reca impressa a fuoco la propria provenienza geografica.
Curgerea Muntelui e Taul Fara Fund sono due brani piuttosto brevi in ossequio al formato prescelto, il che non fa che aumentare il desiderio di sentire al più presto nuove composizioni; mentre la prima delle due possiede un struttura canzone più tradizionale e si rivela un episodio maestoso ed emozionante , con la bella voce di Tibor Kati a declamare i consueti testi in lingua madre adagiati su un tappeto di tastiere e strumenti a fiato, la seconda è un esempio ben riuscito di ambient dalla forte componente etnica, dove una litania corale diviene un tutt’uno con il flauto di Petrică Ionuţescu.
La magnificenza di Om è un ricordo lontano, un paragone improponibile e pure ingiusto, e l’unica maniera per apprezzare pienamente i dieci minuti di musica contenuti in Gind A Prins è quello di liberarsi dell’ingombrante pregiudizio che può derivare dal nome della band stampato sulla copertina.

2013 – Lupus Lounge