2013 – Autoprodotto

L’esordio dei greci Final Words Of Sorrow ci riporta piacevolmente indietro di qualche anno, riproponendo sonorità gothic death doom immerse del tutto negli anno ’90. La band segna i proprio ingresso sulla scena con questo breve Ep di soli quattro pezzi, sufficienti comunque per intuire le notevoli potenzialità in possesso di questo giovane quintetto ateniese; Paradise Lost, Tiamat , Nightfall (tanto per restare in territorio ellenico), sono le band di riferimento che più o meno dichiaratamente emergono con più evidenza dall’ascolto di Reflection Of A Shadow, anche se, in certi passaggi, mi sono balzate all’orecchio diverse affinità (magari non del tutto volute) con i meno noti Cemetary di Black Vanity. Nulla di particolarmente innovativo, quindi, ma le tracce ci raccontano di un songwriting tutt’altro che banale, sempre ben equilibrato tra i momenti più malinconici e riflessivi e le accelerazioni che, comunque, solo in Testament Of Future Death assumono un’impronta più decisa. L’ep, infatti, poggia quasi interamente su un più rassicurante midtempo, con l’opener Cold Womb a proporsi senz’altro come il brano più immediato, dall’impronta fortemente debitrice del migliore gothic doom novantiano, e con la title-track, posta in chiusura, a mostrare il lato più oscuro e più personale del sound del combo greco. Poco più di venti minuti che costituiscono un assaggio interessante di quello che potrebbero essere in grado di fare in futuro i Final Words Of Sorrow: la strada intrapresa è quella giusta, non ci resta quindi che attendere la loro prossima mossa, con la speranza che questo lavoro desti l’attenzione di qualche etichetta.