Woods of Desolation è il progetto solista del misterioso musicista australiano D., già protagonista in passato di ottimi lavori come Toward The Depths (2008) e Torn Beyond Reason (2011)
Mantenendo la cadenza di un full-length ogni tre anni, il chitarrista del Nuovo Galles del Sud si muove sulle coordinate tracciate dal filone più atmosferico del black metal, caratterizzato da forti venature post metal. Quest’ultimo lavoro non si discosta più di tanto dai suoi predecessori, rivelandosi anch’esso di livello decisamente alto, grazie alla capacità mostrata da D. di conferire a ogni brano un’aura malinconica che viene screziata da uno screaming aspro, un po’ sulla falsariga degli Alcest di Souvenirs D’un Autre Monde.
Rispetto ai primi passi della creatura di Neige (paragonando As The Stars al recente Shelter si può notare invece come la forbice tra le due band si sia allargata a dismisura) si evidenzia la totale rinuncia alle voci pulite mentre in comune continua a esserci il medesimo spiccato gusto melodico in grado di regalare a ogni traccia sprazzi atmosferici di sicuro impatto. Nonostante ciò, D. opta in quest’occasione per sonorità più ruvide, affidando esclusivamente alla sua chitarra il compito di tessere le splendide linee melodiche alle quali ci ha abituato nel corso di questi anni.
I quasi trentacinque minuti di As The Stars scorrono via così in maniera davvero eccellente rendendo l’insieme dei brani quasi un corpo unico; probabilmente qualche purista storcerà il naso di fronte a una produzione non proprio limpidissima, con lo screaming dell’ospite Old relegato per lo più in sottofondo rispetto agli strumenti, ma a mio avviso anche questo aspetto contribuisce a mantenere intatto il fascino naif di un bellissimo disco, opera di un musicista che, a livello di talento compositivo, ha poco o nulla da invidiare a molti altri nomi ben più reclamizzati.

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