The Moon And The Nightspirit è il moniker adottato da un duo ungherese dedito da oltre un decennio a un folk dai tratti malinconici che, in maniera approssimativa, si potrebbe collocare sula scia dei Dead Can Dance più recenti, pur mantenendo sempre in primo piano quella leggerezza e orecchiabilità che non sono mai state le doti principale dei seminali australiani.
Ágnes Tóth e Mihály Szabó ci deliziano con un lavoro piuttosto lungo ma che certo non annoia, proprio in virtù delle caratteristiche appena citate; la parte vocale è per lo più affidata alla prima, in possesso di una voce gradevole e apprezzabile per il suo resistere alla tentazione di strafare.
I testi rigorosamente in lingua magiara non facilitano invero la fruizione ma, tutto sommato, la cosa non può costituire più di tanto un problema se è vero che, per esempio, la stessa Lisa Gerrard ha quasi sempre cantato i propri brani in una lingua di fatto inesistente.
Il folk della coppia ungherese risente ovviamente delle tradizioni musicali del loro paese, quindi affiorano di tanto in tanto certi passaggi più movimentati riconducibili alle sonorità etniche dell’est europeo ma, indubbiamente, questa componente viene inserita nel contesto con una grazia che la rende un valore aggiunto.
I brani si susseguono mostrando un livello costantemente elevato sebbene il lavoro mostri una certa crescita nella sua parte finale, raggiungendo il picco nella penultima traccia in cui l’apporto congiunto delle due voci si poggia su una tema musicale splendido.
Holdrejtek è un disco abbastanza lungo per gli standard del genere ma non annoia, proprio per una certa immediatezza conferita dalla costante ricerca melodica portata avanti da Ágnes e Mihály, che ben si integra con gli elementi mistici ed eterei che caratterizzano i brani.
Questo è davvero un altro ottimo disco in cui la materia folk viene mareggiata nel migliore dei modi, lasciando al termine dell’ascolto una piacevole sensazione di limpida purezza.

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