2014 – Autoprodotto

Gli statunitensi Where She Wept, al loro terzo album, propongono un gothic doom sulla nobile scia della sposa morente. Indubbiamente non sono certo stati i primi, né saranno gli ultimi, a ispirarsi ai maestri albionici nel comporre la propria musica, in questo caso, però, la band di Buffalo va ben oltre un semplice riferimento; il tutto viene probabilmente amplificato dalla voce pulita del vocalist Tom che appare in troppi frangenti una copia sbiadita di Aaron Stainthorpe (molto meglio invece quando si cimenta con il growl). Nonostante queste premesse, Marrow è un disco di buon livello pur nella sua carenza di originalità, ma non è un caso se i momenti migliori coincidono con i brani nei quali i nostri riescono a svincolarsi parzialmente dall’influsso dei My Dying Bride, laddove viene lasciato ampio spazio a un’indole atmosferico sinfonica in grado di rendere maggiormente peculiare il sound. They Are Afraid e , soprattutto, la lunga You Are All I Want , sono infatti due tracce che mettono in luce doti compositive tutt’altro che trascurabili e che, a mio avviso, dovrebbero costituire un’opzione stilistica sulla quale battere con maggiore convinzione. Probabilmente la derivatività della proposta sarebbe stata vista con maggiore benevolenza qualora fosse pervenuta da una band ai suoi primi passi discografici, ma i Where She Wept si sono formati ad inizio secolo e da un gruppo dalla già considerevole anzianità di servizio è lecito attendersi qualcosa di più personale, se non proprio originale, pur tenendo conto di tutte le attenuanti che sono insite in un genere per sua natura scarsamente predisposto a particolari divagazioni.