The Child Of A Creek è il progetto solista di Lorenzo Bracaloni, musicista attivo con questo moniker fin dal 2004 e con all’attivo un numero piuttosto consistente di lavori.
In quest’occasione ci troviamo a parlare di due uscite a distanza ravvicinata, l’una in formato cd per la label francese Ruralfaune, e l’altra diffusa solo su musicassetta a cura dell’etichetta danese Metaphysical Circuits: opere che mostrano due volti, se non diversi, quantomeno distinguibili per approccio e formula adottata.
Infatti, se in Quiet Swamps Lorenzo si cimenta in territori contigui al neo folk, alternando tracce strumentali ad altre nelle quali utilizza con buna padronanza la propria voce, in Hidden Tales And Other Lullabies ci offre la convincente interpretazione di un’ambient dai tratti ariosi quanto malinconici.
Il primo lavoro, decisamente più lungo, mette in luce un talento compositivo non indifferente, con il musicista che scende sul terreno infido del neo folk, lasciando però da parte intellettualismi assortiti per focalizzarsi su una forma canzone sovente di rara efficacia, come accade nell’evocativa title-track, in Subterraean Life (molto vicina per umori al Duncan Evans di Lodestone), nell’oscura At Morning Or At Dusk e nella commovente The Owl And The Moon; non mancano neppure valide tracce interamente strumentali, come la più ambientale The Ravine e la degna chiusura del lavoro rappresentata da Lost Horizons, ma nel complesso l‘apporto della voce, in questo contesto, si rivela un valore aggiunto nonostante Lorenzo non sia un vocalist eccelso, per quanto assolutamente adeguato rispetto alla media di chi si cimenta nel genere.
La seconda delle due uscite che prendiamo in esame è invece un breve quanto riuscito esempio di ambient che, intanto, denota l’enorme e tutt’altro che scontato pregio di non tediare mai l‘ascoltatore, in virtù di una ricerca melodica di prim’ordine, oltre a una pulizia esecutiva esemplare, collocandosi agli antipodi di certo minimalismo manieristico nel quale, non di rado, ci si imbatte in frangenti simili.
Non escludo che uno dei motivi per i quali questi sei brani mi hanno davvero colpito sia stata, soprattutto, la loro capacità di riportarmi piacevolmente a un’epoca d’oro per queste sonorità come gli anni ’80, ricordandomi vinili che ho colpevolmente lasciato a impolverarsi, negli ultimi decenni, come Map Of Dreams di Bill Nelson o Gone To Earth (il secondo disco interamente strumentale) di David Sylvian, certo è che tracce come Daughter Of Fortune o Sandman’s Dream si rivelano in tutto e per tutto dei piccoli gioielli .
Entrambe decisamente riuscite, le due operazioni targate The Child Of A Creek si rivelano infine complementari e soprattutto, rivelatrici di un talento non comune come quello di Lorenzo Bracaloni, per il quale c’è solo da augurarsi che riesca, in futuro, a conquistarsi ulteriore spazio in una scena prestigiosa, sia pure di nicchia, come quella ambient neofolk.