2014 – Solitude Productions

Gli ucraini Edenian si rifanno vivi con un Ep a poco meno di un anno di distanza dal buon esordio Rise Of The Nephilim. Un’uscita interlocutoria, quindi, che appare più una sorta di appendice dell’ultimo album rispetto a una possibile anticipazione del prossimo; di certo non sono cambiate le coordinate sonore, sempre contraddistinte da un gothic doom dall’impronta “draconiana”, sorretto dal consueto contrasto tra il growl di Eternal Tom e la voce operistica di Valery Chudentsova. Come già accennato in occasione della recensione del precedente lavoro, proprio la voce della cantante è l’aspetto che lascia ancora qualche piccola perplessità riguardo all’operato degli Edenian. La sensazione è che Valery si esprima talvolta su registri non sempre consoni allo sviluppo dei brani, quasi che l’ancora molto giovane vocalist non riesca a modulare in maniera ottimale le proprie potenzialità e, forse, questo aspetto si evidenzia ulteriormente proprio perché il growl di Tom è molto espressivo e, di solito, è con il suo ingresso in scena che i brani si fanno più intensi ammantandosi di un’aura di drammaticità. Nulla, comunque, che vada ad inficiare più di tanto una prova che non toglie e non aggiunge alcunché all’operato della band ucraina: l’Ep ci offre tre brani inediti in linea con la passata produzione, tra i quali spicca sicuramente l’ottima The Ghost, e due cover, la prima di un’altra band che è sicuramente un modello per i nostri quali i tedeschi Xandria, mentre nella seconda gli Edenian si cimentano niente meno che con Eternal, tratta dall’immortale Gothic dei Paradise Lost, cantata qui dal solo Tom e resa magnificamente in una versione dall’accentuato appeal sinfonico. Forgotten Once è una prova buona ma non imprescindibile, per cui diamo appuntamento agli Edenian in occasione del prossimo full-length.