2014 – Solitude Productions

Gli Oktor sono stati i primi a immergersi nel funeral in Polonia dopo i seminali Gallileous; il trio di Varsavia ha inciso tra il 2004 e 2005 un ep e uno split album con i cechi Quercus e gli inglesi The River. Si trattava di un primo approccio che evidenziava fin da subito pregi e difetti del gruppo che si sarebbero poi ripresentati anche nella seconda fase della carriera, con un sound piuttosto rarefatto e caratterizzato da un’alternanza tra passaggi più pesanti, con l’uso del growl, e altri più carezzevoli, accompagnati dalle clean vocals. Dopo questo assaggio, nel 2007 usciva una raccolta ma si doveva attendere ancora parecchio prima di ritrovare materiale inedito da parte del trio formato da Jerzy Rajkow-Krzywicki (ch, bs, ts, bt, vc), Jan Rajkow-Krzywicki (ch, bt, vc) e Piotr Kucharek (clean vc). Another Dimensions Of Pain esce nel e, benché esibisca i naturali progressi rispetto a quanto fatto quasi dieci anni prima, non cancella quelle leggere zoppie già evidenziate; infatti, il sound appare frammentario, con troppi momenti interlocutori che interrompono il flusso di un funeral death doom talvolta anche pregevole. L’assimilazione delle parti in clean vocals, già di per sé non brillantissime, non vengono poi agevolate dall’utilizzo della lingua madre, mentre ad appesantire il tutto gli Oktor collocano tra queste tracce degli intermezzi pianistici invero minimali. Insomma, nonostante un esito complessivo tutt’altro che deprecabile, la sensazione è che gli Oktor debbano meglio focalizzare la loro proposta in una direzione magari più lineare ma, nel contempo, più omogenea ed efficace.