Gli Helrunar fanno parte da oltre un decennio del vivace movimento black tedesco, spesso foriero di band che concentrano qualità e originalità nelle loro uscite.
Quest’ultimo lavoro sposta le coordinate sonore verso tematiche storiche, in sostituzione dei consueti argomenti mitologici e di questo, in fondo, ne risente anche il sound che diviene maggiormente oscuro ma ugualmente evocativo, benché spogliato in gran parte della vena “pagan” che rivestiva i precedenti lavori; del resto, già nello split album con gli Árstíðir Lìfsins, nel brano Wein Für Polyphem, erano emersi i prodromi di questi cambiamenti, almeno a livello di scelte musicali.
Il lavoro degli Helrunar è tutt’altro che di facile assimilazione, ma non tanto per scelte sonore cervellotiche o chissà quali sperimentazioni: la realtà è che l’umore cupo, al quale dà il suo contributo il ricorso quasi costante alla lingua madre, alla stregua di una fitta nebbia si dirada lentamente finché, all’improvviso svanisce e i contorni degli oggetti e dei paesaggi tornano ad essere nitidi.
Niederkunfft offre quasi un’ora di musica densa e profonda, che del black conserva per lo più le ritmiche, pressoché costantemente impostate su mid-tempo, priva di punti morti anche nei suoi momenti più ostici, come nell’inquietante Grimmig Tod.
Se è eccezionale Magdeburg Brennt, episodio più violento del disco nel quale Alsvaltr dimostra d’essere decisamente un ottimo chitarrista, non da meno appaiono brani come Totentanz e Die Kirch Ist Umbgekehret, mentre più fruibili sono i ritmi dell’anglofona Devils Devils Everywhere!; la lunghissima The Hiebner Prophecy si schiude a una struggente melodia nella sua parte finale attenuando così quel sentore apocalittico che pervade il lavoro nella sua quasi totalità.
Skald Draugur è perfetto nel connotare l’album con il suo timbro profondo, coadiuvato dall’ottimo Alsvaltr al resto della strumentazione; Niederkunfft è l’ennesima grande prova di una band che non ha mai fallito un appuntamento, con il suo black colto e sicuramente consigliato a chi non teme di imbattersi in un prodotto da maneggiare con una certa cura.

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