Nati come Tenspeed Warlock alla fine dello scorso decennio, i Shrine Of The Serpent pubblicano il primo lavoro con il nuovo moniker, un ep omonimo della durata di circa mezz’ora distribuita in tre brani.

Il trio di Portland si cimenta in uno sludge doom dalle notevoli connotazioni death: il risultato è un sound tremendamente pesante e monolitico che trascina nel proprio gorgo tutto ciò che incontra sul proprio percorso .

La varietà in questo lavoro è un sostantivo sconosciuto e, alla fine, Shrine Of The Serpent suona come se la puntina del disco di Forest Of Equilibrium si fosse incantata su uno dei riff più pesanti messi in scena da Gary Jennings.
La voce in growl fa il resto, andando a comporre un quadro che tutto sommato dovrebbe soddisfare non poco gli appassionati del doom più sporco e verace, specialmente al termine dell’ascolto di Gods Of Blight, la feroce esibizione che chiude un ep a mio avviso di buon livello, che si fa apprezzare proprio in virtù del proprio incedere linearmente fangoso.

Da tenere d’occhio in vista di un possibile full-length