Secondo album per gli ucraini Crimson Sky, band attiva già dal secolo scorso ma la cui produzione discografica ha preso l’avvio solo in questo decennio.
Questo Transcendental Trip si rivela il classico lavoro privo di sbavature che, pur essendo fortemente debitore del miglior gothic doom del passato, merita tutta l’attenzione da parte degli appassionati al genere.
Sulla nobile scia dei Draconian, band svedese che, a mio avviso, ne è stata la migliore interprete in tempi recenti, i Crimson Sky confermano la naturale predisposizione alle atmosfere drammatiche e magniloquenti da parte della scena ucraina, ma nel caso specifico fanno meglio di molti altri connazionali in virtù di una capacità di scrittura superiore e mai banale.
Il consueto e dicotomico utilizzo delle due voci funziona alla perfezione e, per una volta, quella femminile, ad opera di Myroslava Romanyuk, dona ai brani un’aura decadente rinunciando alla troppo spesso stucchevole intonazione operistica.
Mag Mell Osmose e la conclusiva e decadente Quinta Essentia (che mostra aspetti particolari quali il ricorso alla lingua francese e un gustoso utilizzo del sax) sono i due gioielli che risplendono all’interno di una tracklist di livello complessivo superiore alla media.
Non fate l’errore di liquidare i Crimson Sky come l’ennesima band clone in ambito gothic doom: questo gruppo ucraino ha una marcia in più rispetto a gran parte della concorrenza e, se riuscirete a farvi una ragione del fatto che Transcendental Trip non presenta tratti particolarmente innovativi, ne trarrete il meritato godimento.