Nuova uscita per il poliedrico musicista belga Déhà, oggi di stanza a Sofia dove è coinvolto in prima persona nella crescita di una scena bulgara che, anche grazie al suo impulso, denota un promettente fermento. Quella esibita da colui che è dietro a progetti quali Deus, Merda Mundi, C.O.A:G., We All Die (Laughing), Imber Luminis e i più recenti Sources Of I, è l’incarnazione funeral doom denominata Slow, giunta con IV – Mythologiae al suo quarto atto, come si può facilmente arguire.
Déhà è ormai da diversi anni sinonimo di qualità, qualsiasi sia il genere prescelto per sfogare la sua incontenibile creatività, e questa nuova mastodontica opera della durata di un’ora esatta non fa eccezione: il disco è come al solito eccellente, ben suonato e altrettanto ottimamente prodotto, e tutto sommato ricalca per contenuti e valore il precedente III – Gaia, dal quale differisce forse per una lieve attenuazione delle ruvidità, aspetto evidenziato da una certa preponderanza della componente ambient e dal frequente ricorso alle clean vocals.
Tutto ciò forse penalizza parzialmente quel pathos, quel senso di ineluttabilità che così si mostra solo a tratti nelle intense parti dominate da ritmi bradicardici e dal sempre efficace growl del musicista belga.
I – The Standing Giant, II – The Drowning Angel e IV – The Dying God sono strutturate in maniera simile, con una prima metà dai tratti liquidi e atmosferici, minuti che trascorrono all’insegna di una pace apparente che prelude alle aperture drammatiche guidate da riff densi e diluiti, mentre III – The Suffering Rebel sfrutta maggiormente l’effetto evocativo della voce pulita in alternanza alla pesantezza del sound.
La pietra miliare, o meglio tombale, del lavoro è la conclusiva V – The Promethean Grief dove i conoscitori più esperti riconosceranno senza dubbio l’inimitabile growl di Daniel Neagoe, storico sodale del nostro in progetti magnifici quale Deos, Clouds e Vaer, nonché vocalist degli imprescindibili Eye Of Solitude; il brano si rivela un’ideale summa di quanto questa geniale coppia ha partorito in ambito doom estremo in questi ultimi anni.
Anche se a mio avviso Gaia riusciva a toccare con più continuità le corde dell’emotività, Mythologiae è l’ennesima dimostrazione di qualità da parte di un musicista unico e da preservare come patrimonio dell’umanità negli anni a venire.

2015 – GS Productions