Con un po’ di ritardo rispetto all’uscita prendiamo oggi in esame Burden dei belgi A Thousand Sufferings, band che giunge all’esordio dopo una storia iniziata solo da pochi anni. I musicisti provengono per lo più dalla scena black metal  del loro paese, per cui tale retaggio va a fondersi con il doom andando  a creare una sulfurea miscela in grado di emanate vapori plumbei e spesso depressivi. Se di sludge si può parlare, non è certo nei termini classici del genere: qui tutti sommato il riffing appare meno insistito nelle sue distorsioni, lasciando che il sound si palesi più asciutto e, talvolta, di matrice quasi dark. Il lavoro è relativamente breve, fatto come è di tre brani di circa 10 minuti ciascuno (più intro) e l’intensità non viene mai meno rendendo questa prima prova degli A Thousand Sufferings decisamente riuscita; in particolare, ottima la corrosiva Red Is Redemption (Bloodletting)  e molto avvolgente la più dark Black Is Burden (Lamentation), mentre sono mortiferi i rallentamenti doom in Blue Is… (Remembering Treasures). Non si può negare, d’altro canto, che anche in questo settore per riuscite a emergere non è più sufficiente comporre  solo  buoni dischi, pena il rischio di restare perennemente invischiati nella massa indistinta di band valide ma prive delle stimmate del campione. Con tutto ciò, nulla si vuol togliere a questi ragazzi belgi, i quali si meritano un buon voto, alla luce di un interpretazione convincente di uno sludge black doom che, nel loro caso, pare avere ancora dei discreti margini di manovra.

2014 – Satanath Records