2016 – BadMoodMan Music

I moscoviti The Morningside hanno alle spalle una storia già abbastanza significativa, e questo Yellow è già il loro quarto full length in circa un decennio d’attività.

Come altre realtà inizialmente dedite al death doom, anche questa band si è progressivamente spostata verso lidi prossimi al post metal, senza comunque smarrire radici che affondano solidamente nella musica del destino.
Infatti, dopo un inizio all’insegna di sonorità liquide, quasi a voler andare a creare un’ipotetica summa tra Alcest e Cure, As A Pilgrim presenta un chitarrismo efficace, dalla riconoscibile matrice “paradiselostiana”, e questo sarà fondamentalmente il leit motiv di un disco nel quale la melodia viene costantemente messa in primo piano, relegando le ruvidezze al solo screaming usato con parsimonia da Igor Nikitin.
Ottima anche Out Of Nest e decisamente di livello eccelso Depot Only, traccia che vede i The Morningside esibire con competenza e brillantezza tutte le sfumature del loro sound.
…Then He Walked chiude questo buonissimo disco esibendo i passaggi più rallentati e strettamente connessi al doom, così come lo intendiamo solitamente, ma in realtà l’operato di questi musicisti ha quale unico filo conduttore una malinconia che si manifesta in maniera lieve e cangiante.
Detto, infine, che il concept dell’album è indirettamente collegato al libro Mattatoio n.5 di Vonnegut, non si può che apprezzare l’operato di questa band che continua, un po’ sottotraccia, a sfornare da un decennio lavori di pregevole fattura meritevoli sicuramente di una maggiore attenzione, a partire magari proprio da Yellow.