Mikka Lehto non è certo uno sconosciuto nella scena metal finnica, in quanto motore principale di quella splendida macchina atmospheric black denominata October Falls, autrice nel primo ventennio del nuovo millennio di album splendidi, tra i quali mi piace ricordare l’imperdibile A Collapse Of Faith (2010); la sua sortita in territori funeral avviene dando vita assieme a Mika Havumäki ai Burial Choir, quello che probabilmente è destinato a restare un progetto estemporaneo che lascia, comunque, in eredità un frutto grezzo ma prelibato come il full length Iconoclast. Le campane di una chiesa lontana fanno da trait d’union tra i cinque brani immergendo subito l’ascoltatore in un immaginario di grande mestizia, grazie a una chitarra capace di tessere note struggenti e segnanti (nonostante un’esecuzione a tratti perfettibile) e a un growl molto simile per timbrica a quello di Matti Tilaeus degli Skepticism. La proposizione incessante di magnifiche soluzioni melodiche rende Iconoclast un piccolo gioiello: The Gates Are Open e The Mighty Deceiver, le due tracce più lunghe poste in apertura, si rivelano ampiamente esaustive del talento e della competenza di Lehto.

2016 – Autoprodotto 2017 – Fallen Temple