An Empty Frame è il full length d’esordio degli svedesi Soliloquium, un duo attivo dall’inizio del decennio e che, dopo l’accordo con la label americana Transcending, qualche mese fa aveva pubblicato una compilation (Absence) nella quale venivano racchiusi i brani contenuti nel demo e nei due ep usciti tra il 2012 ed il 2013. Stefan Nordström e Jonas Bergkvist sono attivi anche in due death band, i Desolator e gli Ending Quest, e con i Soliloquium spostano il loro raggio d’azione verso suoni ben più malinconici, andandosi a muovere su terreni cari a connazionali quali Katatonia, October Tide e When Nothing Remains, senza perdere di vista ovviamente la scuola inglese del death doom.
Ciò che ne scaturisce, An Empty Frame, è così un album sorprendente se non per spunti innovativi, sicuramente per la qualità compositiva esibita da musicisti capaci di spaziare, con grande disinvoltura, fra diverse sfumature ed umori.
Così si passa in un attimo dall’opener Eye Of The Storm, in pieno stile Novembers Doom, quindi una cavalcata death doom piuttosto arcigna, alle atmosfere liquide e rarefatte di Earthly Confine, canzone splendida nella quale si possono apprezzare le clean vocals di Nordström, per poi proseguire con brani che fondono sapientemente i due aspetti, attingendo ovviamente alla tradizione scandinava ma senza disdegnare appunto sconfinamenti oltreoceano, tra Novembers Doom e Daylight Dies (The Sorrow Path, With Or Without, The Observer e Procession) e chiudere infine con lo strumentale Fear Not, dai tratti sognanti che ne spingono le note ai confini del post metal.
An Empty Frame è un lavoro di grande pulizia esecutiva, ben costruito e ricco di ottimi spunti disseminati in ciascuna traccia: ci sono tutti i motivi, quindi, per ascoltarlo e farlo proprio.

2016 – Transcending Records