2017 – Autoprodotto

Michael Mosher appartiene a quella categoria di personaggi iperattivi nella quale ci si imbatte frequentemente e tra i suoi molti progetti ce ne sono diversi riconducibili al funeral, con la particolarità d’essere intrisi al livello concettuale di un messaggio cristiano, non nel senso più ortodosso del termine magari, ma sicuramente antitetico rispetto alle tematiche trattate dalla stragrande maggioranza delle band, almeno di matrice estrema. La prima esibizione di tali propensioni, chiamata Cult Of Divine Mercy, avviene nel 2015 con Jesus, I Trust in You, seguito nello stesso anno da altri cinque full length pre-titolati Our Lady of the Holy Rosary, anche se il lavoro che meglio fotografava il progetto è Hempgnosis del 2017, quando il funeral doom si concretizza in una forma compiuta rispetto al drone che ha contraddistinto quanto prodotto due anni prima. Da quanto è stato possibile attingere dal blog del musicista, l’album è stato composto e realizzato in una fase in cui droga e alcol avevano un certo peso all’interno del processo creativo (la copertina, dove campeggia un’immagine tra il sacro e il profano circondata da una piantagione di cannabis era abbastanza eloquente al riguardo) ma a livello musicale il sound appare tutt’altro che “drogato” mantenendo una sua linearità e uno spiccato senso melodico, pur non essendo limpidissimo nella sua resa sonora.