2017 – Aural Music

Into The Void Of Human Vacuity degli Wastes convince non poco, non solo perché ad aiutare il bravo Laurent Chaulet si sono mossi ospiti di un certo peso come Nemri dei Monarch (batteria), Frédéric Patte-Brasseur e Julien Payan degli Ataraxie (chitarre) e un nume titolare del genere come Kostas Panagiotou (tastiere).
Certo, la partecipazione di musicisti di un certo spessore in qualche modo può contribuire a farsi conoscere e a dare l’impressione che il loro essersi scomodati sia sintomatico di una qualcosa di importante da dire, ma va da sé che Chaulet, a sua volta, non è esattamente uno sconosciuto essendo attivo con gli ottimi Mourning Dawn dall’inizio del secolo.
Il lavoro è decisamente robusto come si conviene a chi si fa aiutare da membri degli Ataraxie e che ha un passato nei Funeralium, pur avendone fatto parte in un periodo (dal 2008 al 21010) in cui la band di Rouen non ha fatto uscire alcun disco; per essere un album funeral, Into The Void Of Human Vacuity è decisamente movimentato, complice anche un notevole lavoro percussivo che troppo spesso nel più lento dei generi estremi viene relegato a un ruolo marginale.
I sette brani numerati in ordine progressivo sono potenti ma non privi di un’idea melodica, sorretti da un buon growl e insomma senza nulla fuori posto; tutto quanto serve per rendere la prima fatica degli Wastes un’opera di un certo spessore ma ancora non abbastanza per insidiare le posizioni dei nomi di punta del settore.