2017 – Satanarsa Records

Una delle realtà minori bielorusse che meglio ha fatto sono stati i Longa Morte, emersi nel 2012 come one man band di Seth (Viktor Setko). A dimostrare che spesso la perseveranza porta alla fine buoni risultati bisogna dire anche che le prime uscite del buon Seth non avevano particolarmente impressionato ma, attraverso uno split album, tre full length e un ep, nell’ordine, si evidenziava una progressione lenta ma costante che portava a un album non epocale ma di buon livello come Zvezdopad. Questo lavoro dimostra quanto sia importante individuare una strada ben definita da seguire e pazienza se questo significa andare in scia a band più note e di sicuro spessore; volendo cercare il pelo nell’uovo, infatti, Zvezdopad a tratti sembra un Last Tape Before Doomsday uscito con vent’anni di ritardo ma è molto più utile individuare nel cielo una stella polare e seguire una strada sicura e già tracciata piuttosto che andare alla deriva cercando soluzioni estemporanee o, ancor peggio, che non sono nelle corde dei musicisti coinvolti. In buona sostanza, non è stato certo deprecabile per i Longa Morte prendere un nome importante come gli Worship quale principale punto di riferimento, ma è altrettanto evidente che, ottenuta una certa stabilità compositiva, sia necessario poi riuscire almeno parzialmente ad affrancarsi dai propri modelli.