Sempre dalla ricca faretra della Naturmacht ecco arrivarci questo notevole prodotto proveniente dell’emisfero australe.

Wending Tide è il nome di una delle non così frequenti realtà musicali provenienti dalla Nuova Zelanda portate alla nostra attenzione: le note biografiche al riguardo sono pressoché nulle per cui altro non dato sapere, se non il fatto che siamo al cospetto di una one man band.
Non resta quindi che parlare della musica offerta, che è un ottimo black metal atmosferico dalla forte impronta nordamericana, cosa che viene esplicitata senza troppi giri di parole fin dai titoli dei due brani centrali Cascading Auburn I e II; uno spiccato senso melodico pervade ognuna delle quattro tracce nelle quali viene offerto uno spaccato esemplare di quel black metal dai tratti sognanti che va talvolta a sconfinare nello shoegaze.
In questi venti minuti scarsi gli Wending Tide offrono splendidi squarci melodici che non possono lasciare indifferenti, anche perché d’altro canto non viene sacrificata la struttura di base del genere, senza rinunciare né allo screaming né alle consuete sfuriate ritmiche atte a sostenere il flusso armonico creato dal tremolo della chitarra.
The Painter ha il solo difetto d’essere un ep, perché giunti alla fine di Pastel Light permane un forte desiderio di ascoltare quanto prima del nuovo materiale proveniente da questo bravissimo musicista neozelandese.

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