Rulers Of A Dying World è l’esordio su lunga distanza degli spagnoli Son Of Sorrow, autori di un gothic metal di grande classe che non sfigura per nulla di fronte a quello proposto da band ben più celebrate. In realtà uno dei fondatori della band, il vocalist Alex Padina, sarebbe di nazionalità inglese, ma il suo incontro con il chitarrista Manu Piñeiro Sanchez è avvenuto sul suolo iberico dove di fatto oggi risiede in pianta stabile.
In tal senso il connubio tra questi due musicisti non poteva rivelarsi più opportuno: i Son Of Sorrow ai soliti incontentabili potranno anche apparire derivativi, perché è  fuor di dubbio che nel sound della band si manifestino palesemente influssi che riportano ai Paradise Lost come ai The Foreshadowing, per spingersi anche fino ai Sentenced e alla genia gotica finnica, ma resta il fatto che questo album scorre via senza creare la minima ombra di noia, sciorinando uno dopo l’altro brani dal grande impatto melodico e di rapida assimilazione, senza che questo vada a penalizzare la qualità intrinseca del tutto.
La voce di Padina è perfetta il genere: calda, evocativa e scevra da forzature o esagerazioni ai quali sono spesso soggetti gli emuli “eldritchiani”, fin dall’opener 1 a.m. ci trasporta lungo atmosfere certamente oscure ma mai eccessivamente plumbee, con la melodia che prevale sempre alla lunga nei confronti delle rare ma presenti pulsioni metalliche e moderniste; in tale contesto è forse Faith In Extinction, uno dei quattro brani dell’ep omonimo confluiti nel full length, a mostrare i tratti più cupi, anche se la successiva Cage non sembra essere da meno, grazie a un prezioso lavoro chitarristico.
In effetti, la differenza tra in brani dell’ep e quelli inediti è di fatto inesistente visto che il lasso di tempo trascorso tra le due uscite è di poco superiore all’anno, poco per dare il tempo di elaborare un’eventuale svolta stilistica in un senso o nell’altro, anche se i brani più catchy paiono appartenere tutti all’ondata più recente (1 a.m., Spiders, Since December).
Resta un episodio a parte la bonus track La Piel, brano cantato in spagnolo che potrebbe rappresentare una possibile strada da seguire alla ricerca di quella peculiarità la cui assenza, al momento, è l’unico appunto che si possa fare ai Son Of Sorrow, dei quali piuttosto va apprezzata la disinvoltura con la quale offrono questi dieci brani scorrevoli e avvincenti, frutto di una vis compositiva caratterizzata da una certa eleganza e da sicura competenza nel trattare la materia. Tutto questo basta e avanza per rendere Rulers Of A Dying World molto di più di un semplice ascolto gradevole.

2018 – Art Gates Records