Dopo un magnifico esordio come quello intitolato Thanathocromia, risalente al 2015, per gli Abysskvlt si attendeva la prova del nove del secondo full length, che giunge oggi con Khaogenesis: il lavoro conferma in pieno il valore di questa band, benché nel suo insieme il tutto appaia leggermente meno fruibile e impattante emotivamente del suo predecessore, anche in virtù di una maggiore ricerca di elementi di discontinuità, non tanto per il ricorso a strumentazione etnica già impiegata nel precedente album, quanto per l’esibizione di sonorità se possibile più cupe ma allo stesso tempo ascetiche, con diverse parti di matrice ambient. In effetti, con Khaogenesis i siberiani immergono ulteriormente l‘ascoltatore nel loro concept spirituale afferente alla religione Bön (da Wikipedia: un’antica religione del Tibet e del Nepal, diffusa anche in alcune aree dell’India, del Bhutan e nelle province cinesi del Sichuan, del Gansu e dello Yunnan. Viene solitamente definita come religione legata allo sciamanesimo e all’animismo), per cui la morte qui non rappresenta la fine di tutto bensì una forma di passaggio ad altre vite. Le campane tibetane, i corni, lo scacciapensieri e tutto l’armamentario etnico a disposizione maneggiato dalla band e ascoltabile soprattutto nella prima metà dell’opener Yi Kun ci trasportano di peso a una dimensione altra, il cui raggiungimento viene garantito dalla musica che qui si fa veicolo piuttosto che nefasta colonna sonora dell’ineluttabile.

2018 – Endless Winter