Endarkenment (Illumination Through Putrefaction) è il secondo full length di questa band catalana dedita a un death doom piuttosto tradizionale ed equilibrato tra le sue componenti.
Offrire quattro brani per quasi un’ora di musica, come sempre, crea una certa selezione naturale tra i potenziali ascoltatori ma non è certo cosa che possa spaventare o scoraggiare chi ama il genere.
Endarkenment possiede infatti tutte le caratteristiche per trascinare chiunque nel gorgo di oscurità che la band di città riesce a creare magari senza strabiliare e men che meno mostrando bagliori di novità, ma offrendo con competenza e convinzione quelle sonorità che affondano le loro nodose radici negli anni novanta con un occhio di riguardo ai primi vagiti della sacra triade albionica.
Con ben tre chitarristi in formazione il riffing degli Onirophagus si rivela molto incisivo ed efficace e in quei rari momento in cui viene dato sfogo a passaggi solisti le melodie che ne scaturiscono sono piuttosto dolenti e avvolgenti: questo rende tutto l’insieme molto meno ostico da recepire rispetto a quanto prefigurabile viste le premesse e le caratteristiche del sound offerto.
Dysthanasia, Book Of The Half Men e la lunghissima title track sono tracce più rallentate e pachidermiche, mentre più prossima a certo death dai tratto morboso è Dark River, probabilmete l’episodio di punta in virtù appunto di una maggiore sintesi e varietà ritmica.
Il growl di Paingrinder è quanto serve per dare voce al meglio a una proposta del genere che segna il ritorno della band a ben sei anni dal precedente full length con una formazione per metà nuova il che rende Endarkenment una sorta di ideale ripartenza eseguita con il piede giusto.

2019 – Xtreem Music