L’ungherese Szabo Void (o Thanatos come soleva farsi chiamare in ambito black metal, dove era attivo in diverse band) con il suo progetto solista Spüolus ha esordito su lunga distanza nel 2010 con Behind The Event Horizon, lavoro basato su un concept legato ai misteri dell’universo, come anticipato dalla copertina.
L’album offriva un’ora circa di sonorità naturalmente dal sentore cosmico, quindi basate su un pregevole lavoro tastieristico talvolta interrotto nel suo sinuoso incedere da strappi e dissonanze sperimentali tutt’altro che fuori luogo, se visti nell’ottica di un viaggio senza ritorno verso l’ignoto.
Lo split del 2013 con i Mare Frigoris manteneva le caratteristiche di un sound che giunge a una svolta a sei anni di distanza con il secondo full length The Final Conclusion.
Secondo quanto riportato dal sito della NCG Prod, piccola ma pregevole label magiara, “Spüolus è sempre stato più di una semplice musica, ogni materiale è un altro passo in un processo di ascensione spirituale e mentale. Il nome Spüolus ha anche un significato molto personale, appartiene solo a questo progetto e non può essere trovato da nessun’altra parte. Per l’autore, questo nome rappresenta la porta di collegamento tra il suo Sé Individuale e il Sé Superiore dell’intero Universo attraverso l’alchimia dei suoni”.
In queste parole trova qualche spiegazione in più lo scostamento dell’ultimo lavoro rispetto al passato; le sonorità restano quanto mai cupe e dai toni riflessivi e atmosferici, ma non più definibili a tutti gli effetti funeral trovando, semmai, un possibile corrispettivo nei Negura Bunget di Om, con l’unico difetto riscontrabile nel ricorso a una voce pulita salmodiante in lingua madre non eccelsa, che comunque non inficia un esito soddisfacente.

2019 – NGC Prod