Quella degli Astral Silence, progetto nato come one man band dello svizzero Quaoar ma oggi dalle sembianze di duo con l’affiancamento al fondatore da parte di Bornyhake (Sergio Da Silva), è stata una parabola che per lungo tempo ha solo sfiorato il funeral prima di incrociarlo con più decisione in tempi recenti.
Infatti, quanto prodotto fino al 2013 (uno split album e due full length) poteva essere catalogabile stilisticamente in un cosmic black atmosferico, dai tratti riconducibili ai connazionali Darkspace in versione più ariosa e melodica, tanto per fornire qualche coordinata in più.
La fascinazione per i misteri del cosmo del leader si evinceva peraltro anche dal nickname utilizzato: Quaoar è sì una divinità dei nativi americani californiani Tongva, ma è soprattutto il nome dato agli astronomi a un grande planetoide orbitante attorno al sole collocato nella cosiddetta Fascia di Kuiper, che si trova oltre Nettuno.
Dopo circa sei anni di silenzio, nel 2019 la band si ripresenta, con Bornyhake a coadiuvare Quaoar occupandosi della chitarra, proponendo il nuovo full lentgh Sagittarius A*: il sound in questo caso si sposta in maniera decisa verso una forma sempre atmosferica ma più aspra e rallentata, con elementi funeral che si affiancano e spesso prevalgono sulla componente black ottenendo un risultato notevole e giustificando questo scostamento stilistico rispetto al passato.
Una traccia come siriuS fotografa al meglio gli ultimi Astral Silence, ai quali, come in molti casi analoghi, l’affiancamento al titolare del progetto di un altro musicista porta solo benefici, senza contare poi la partecipazione in qualità di ospiti di nomi importanti della scena metal underground, a partire da Déhà, da Dam e Seth dei Mordor, da Christoph Ziegler dei Vinterriket e, infine, a fornire una sorta di imprimatur al tutto, Zhaaral degli stessi Darkspace a regalare i notevoli assoli di chitarra ascoltabili nel brano citato e nell’opener achernaR.
Resta solo da vedere se il bravo Quaoar vorrà proseguire su questa strada oppure se cambierà nuovamente rotta puntano verso qualche altro inesplorato corpo celeste.

2019 – Transcendance