Ciò che ci viene imposto deve essere sopportato: questo è quanto ci viene comunicato dai Blind Monarch con il titolo del loro album d’esordio, intitolato appunto What Is Imposed Must Be Endured. Del resto tutto ciò è la sintesi estrema del doom, che non deve essere intesa come una forma passiva di rassegnazione bensì quale presa di coscienza dell’ineluttabile. Il quartetto di Sheffield sembra provenire direttamente dal secolo scorso sia come approccio che come immagine e questo non è affatto un male, considerando che di quest’ora scarsa di musica suddivisa in quattro lunghi brani resta la viva sensazione d’aver ascoltato il genere in una delle sue forme più pure e incontaminate. La band inglese prende sicuramente spunto dal seminale Forest Of Equilibrium dei connazionali Cathedral (nella parte centrale della traccia auto intitolata è riscontrabile un incedere non dissimile a quello di Ebony Tears) rielaborandone però la lezione sostituendo la componente psichedelica con una ben più pesante e corposa anima sludge: il risultato che ne consegue è un lavoro ruvido, corposo e privo di spunti melodici, proprio perché se se bisogna caricarsi sulle spalle il peso di questa esistenza lo si deve fare senza palliativi di sorta. E’ anche per questo, quindi, che Tom Blyth non fa sconti a livello vocale passando dal growl a un aspro scream non facendo nulla per apparire gradevole, mentre il fratello Adam sciorina riff rocciosi dimostrando però di saperci fare anche quando è chiamato a tessere qualche trama solista. Solo nell’ultimo brano, Living Altar, appaiono passaggi più rarefatti con tanto di vocalizzi femminili forniti sempre dalla famiglia Blythe, decisamente ben costruiti e funzionali all’alternanza con i più canonici momenti fatti di imperioso e monolitico doom. I Blind Monarch offrono un lavoro di grande sostanza e convincente dalla prima all’ultima nota: certo, qui il sound è volto a evocare solo sofferenza e stoica sopportazione, per cui ognuno si prenda la propria croce con la prospettiva di portarsela appresso senza che possa arrivare il Cireneo del caso ad alleviarne il peso.

2019 – Black Bow Records 2021 – Dry Cough Records / Heavenly Vault

Contrassegnato da tag