I Mistralth hanno forse nell’essere finlandesi il solo difetto, il che porta in maniera inconscia l’ascoltatore a derubricare come ripetitivo chi da quella terra proviene per proporre sonorità luttuose e malinconiche.

In realtà il progetto ha una gestazione nata all’inizio del secolo che, però, dopo un lunga pausa ha visto l’omonimo fondatore (vero nome Juha Saikkonen) ripartire con una certa convinzione negli ultimi anni, prima con l’ottimo full length My Grief al quale segue questo But A Walking Shadow, lavoro che non tradisce ma semmai conferma appieno le attese derivanti dall’esordio su lunga distanza.

But A Walking Shadow è una magistrale esibizione di quella materia che in Finlandia viene appunto maneggiata come da nessun’altra parte al mondo, con i cinque brani offerti che veleggiano tra atmosfere dolenti e sempre dallo spiccato mood melodico magstralmente espressi dal leader, che si occupa di tutti gli strumenti a eccezione della voce, affidata al bravo Risto Kurimus, e della batteria, che ha visto Samu Ruotsalainen (Shape Of Despair) rimpiazzare rispetto al precedente lavoro un altro pezzo da novanta come Daniel Neagoe.

Con gli ingredienti tutti al loro posto e sapientemete miscelati, non resta che deliziarsi con la prelibata ricetta preparata dai Mistralth.

2019 – GS Productions