Quello denominato Shades of Deep Water è uno dei progetti solisti più longevi e anche prolifici nel funeral finlandese; Juho Huuskola ha inaugurato l’avventura con tre demo (Shades of Deep Water, Closure e Underwater), uno per ogni anno dal 2007 al 2009 andando lentamente in crescendo rispetto a un sound inizialmente piuttosto scarno.
Stilisticamente l’appartenenza al funeral, potenzialmente discutibile per i ritmi non così rallentati, veniva consolidata dall’attitudine e dalle atmosfere create, anche se il breve ep Constant Pressure del 2012 esibiva un approccio più melodico e una maggiore propensione ad un coinvolgimento emotivo dell’ascoltatore.
Il successivo full length Waterways su sette brani presentati ne offriva solo due inediti, visto che gli altri sono tratti dalle precedenti uscite, oltre a una cover degli Scorpions (!), ma il fatto che la migliore traccia alla fin fine fosse proprio Constant Pressure significa che nonostante le sembianze di album completo questo lavoro è ancora interlocutorio.

Il deciso incremento melodico del materiale nuovamente inedito nei due ep del 2015 Syviensävyjen Universumi e The Desolation, allontanava gli Shades Of Deep Water da territori canonicamente funeral ma consentiva di godere di due lavori brevi quanto efficaci e gradevoli.
La due compilation uscite nello stesso periodo nulla sono il preludio al nuovo full length, Death’sThreshold, opera in cui la funerea ispirazione di Huuskola si concretizza al meglio sia concettualmente che musicalmente.
Colpisce favorevolmente il livello medio dell’offerta e la crescita qualitativa all’interno dello stesso lavoro, con le prime due tracce più tese e inquiete che lasciano spazio al malinconico incedere della terza, e il compendio di tutte queste sfumature racchiuse opportunamente nell’ottima traccia conclusiva.

2019 – Dunkelheit Produktionen