I bresciani (Echo) proseguono nel loro percorso pressoché parallelo a livello di uscite con i loro amici liguri Plateau Sigma, e come nel caso di questi ultimi lo fanno evidenziando ulteriori progressi raggiungendo uno standard qualitativo inattaccabile.

Se, nel passato, le band metal italiane avevano un punto debole che le metteva salvo rari casi in secondo piano rispetto a quelle straniere, questo era rappresentato da produzioni non all’altezza; evidentemente quando un lavoro, come in questo caso,  passa per i Priory Studios  di Greg Chandler un tale problema non può più persistere per cui agli ascoltatori viene data la possibilità di valutare la proposta senza alcuna zavorra preesistente .

Below The Cover Of Clouds rappresenta per gli (Echo) il classico terzo lavoro della consacrazione, quello capace di sgombrare qualsiasi dubbio rispetto all’effettivo di potenziale di una band che con la precedente uscita aveva dovuto affrontare, facendolo in maniera indolore, la sostituzione del precedente vocalist Antonio Cantarin con Fabio Urietti, il quale in quest’ultima occasione è protagonista di una prestazione ancora più convincente e versatile.

Il death doom della band è fortemente striato da pulsioni post metal ma ciò avviene con grande equilibrio e le varie anime si fondono in maniera fluida e senza forzature, restituendo un’opera in cui le asprezze e i passaggi più melodici sono sempre funzionali gli uni agli altri.

Grazie a realtà come (Echo), Plateau Sigma , Shores Of Null e altre che stanno emergendo un po’ in tutta la penisola, la scena italiana ha colmato il gap che si era creato nel settore con altre nazioni europee, e ciò avviene con la proposta di sonorità dotate di grande peculiarità e profondità oltre che, come detto, dotate di un rivestimento sonoro che conferisce loro un respiro intenzionale.

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