I Novembers Doom sono una di quelle band di cui ci si può fidare ad occhi chiusi, dato che ogni nuovo lavoro potrà magari non risultare un capolavoro in grado di stravolgere le gerarchie del metal ma con ragionevole certezza andrà a costituire l’ennesimo robusto tassello di una carriera inattaccabile.

Nephilim Grove, undicesimo full lenth della band fondata oltre trent’anni fa da Paul Kuhr, non fa eccezione rispetto a quanto enunciato e conferma tutto sommato il trend più robusto intrapreso dal gruppo di Chicago a partire da Aphotic, nonostante momenti più carezzevoli ed evocativi non manchino (la title track appartiene alla categoria Autumn Reflection, senza però lambire le vette di lirismo di quell’assoluta perla musicale) neppure in questa occasione.

La magia e la versatilità mostrata in due lavori come The Pale Haunt Departure e The Novella Reservoir appartengono al passato, perché oggi quanto offerto dai Novembers Doom nonostante la ragione scoiale si avvicina più spesso al death che non al doom, ma ciò avviene senza che venga smarrita mai quell’impronta che rende in diversi momenti alquanto riconoscibile l’incedere di una band immutata nei suoli elementi negli ultimi dieci anni, durante i quali sono stati prodotti quattro album eloquenti riguardo al grado di coesione e affidabilità raggiunta da Kuhr e soci.

2019 – Prophecy Productions