Dopo alcune uscite di minutaggio ridotto fanno il loro esordio su lunga distanza i Frayle, gruppo di Cleveland guidato dalla coppia formata dal chitarrista Sean Bilovecky e dalla vocalist Gwyn Strang; se l’ep The White Witch aveva riscosso buoni consensi, a maggior ragione ciò dovrebbe accadere anche per questo 1692, che di quell’uscita mantiene le precipue caratteristiche definendole però ancora meglio grazie all’approdo a una conformazione da band vera e propria. Il tutto comporta l’esaltazione all’ennesima potenza del contrasto tra un sound costantemente minaccioso, pur se quasi mai spinto su lidi troppo estremi, e la tonalità sottile e adolescenziale offerta da Gwyn, donna in realtà ben più matura (nonché splendida); quello che potrebbe essere un limite in realtà si trasforma in una sorta di valore aggiunto, capace di differenziare i Frayle da quelle che sono le ben più comuni e omologate realtà dedite a sonorità oscure ai limiti del gothic sovrastate da una voce dai connotati lirici o comunque ben più invasivi. Volendo provare fare un parallelismo utile a circoscrivere stilisticamente i Frayle, non pare azzardato considerarli una sorta di versione americana (quindi più stonerizzata che non gotica) di quelli che sono stati i Trees Of Eternity prima della scomparsa della povera Aleah, con tutte le differenze derivanti dai background musicali dei rispettivi compositori principali.

2020 – Aqualamb Records