Esordio per i milanesi Esogenesi, giovane band che sceglie di cimentarsi nel genere più anticommerciale per antonomasia come è il doom nella sua veste più estrema.

La ricerca di un’espressione artistica “impopolare” conferisce quella dose di peculiarità che non magari non si evince dal contenuto musicale di un lavoro che, come questo, trae linfa dalla tradizione del death doom rielaborandone i dettami con una competenza da veterani e con una convinzione che non lascia mai alcun dubbio sulla riuscita dell’operazione.

Infatti Esogenesi è un album roccioso, strettamente basato sull’intreccio tra le chitarre e una base ritmica che viene portata in grande evidenza negli schemi compositivi esibiti dalla band lombarda; se da un lato non troviamo alcuna concessione ad aperture atmosferiche, dall’altro non si rinviene neppure uno sbilanciamento eccessivo  verso l’asprezza del death e il risultato è inevitabilmente caratterizzato da un magistrale equilibrio delle componenti chiamate in causa. Il riffing è pesante  e cadenzato ma non del tutto scevro di una sua idea melodica, sebbene ben avvolta in uno spesso bozzolo che trova sfogo in interessanti passaggi di chitarra solista come nella magnifica Decadimento Astrale.

Come si può intuire dal titolo di questo brano, il concept degli Esogenesi verte essenzialmente sul significato del loro moniker ed è legato a tematiche che travalicano i confini terreni per veleggiare negli infiniti spazi dell’universo; nonostante questo il death doom proposto non si ammanta di un’aura cosmica o psichedelica, ed è proprio per la sua efficace essenzialità e ortodossia che l’operato del quartetto differisce da quello di altre realtà contigue al genere nella nostra penisola come (Echo), Plateau Sigma, Fuoco Fatuo o Il Vuoto, tutte in un modo o l’altro orientate all’inclusione nel loro sound di suggestioni post metal o sperimentali.

2019 – Transcending Obscurity Records