Superato il periodo d’oro novantiano, devo ammettere che attualmente, tra le poche forme di black che ancora oggi ascolto, prediligo quelle fortemente orientate al depressive per la lor cruda capacità di evocare senza filtri l’ineludibile disperazione che spesso ottunde la mente umana.

Ottimi cantori di queste sonorità sono oggi i Lebenssucht, band che fin dagli esordi ha incluso musicisti provenienti da svariate nazioni (tra cui l’immancabile Déhà nell’ep del 2016 Fucking My Knife); il primo full length si intitola -273​,​15°C ed è l’ennesimo viaggio tra sangue a fiotti e e tutto attiene a un autolesionismo esibito senza particolari mediazioni. Il sound è incalzante, corrosivo e ma anche melodico, nonostante tutto, risultando una versione più robusta e articolata del più classico DSBM. La vocalist tedesca S Caedes ( Anett Hauzu) e il cantante e battersta belga Ahephaim (Arnaud Vansteenkiste), entrambi alla guida della band fin dagli esordi, non lesinano uno scream straziante che si staglia su un lavoro strumentale ossessivo, incessante ma molto ben articolato.

In prospettiva i Lebenssucht rappresentano la strada più logica che dovrebbe intraprendere il black metal odierno.

2020 – Thanatoskult