Gli australiani Myridian erano emersi nella prima metà dello scorso decennio con due ottimi album che gli avevano posti in rama di lancio per diventare una delle realtà di grade prospettiva in ambito death doom melodico, non solo in Oceania. Dopo un silenzio durato cinque anni, interrotto solo dalla pubblicazione di un live, la bad di Melbourne torna dopo aver subito un’ampia revisione della line-up, tanto che allo stato attuale dei membri fondatori resta il solo vocalist Felix Lane; il risultato non delude e conferma la bontà di questo gruppo capace di di proporre una serie di brani che raccolgono la quintessenza del genere, unendo al meglio la ruvidezza del death con il melanconico substrato melodico. Il lato negativo è che, purtroppo, questi ragazzi non hanno ancora trovato una label in grado di promuoverne al meglio l’operato e questo per chi opera nell’emisfero australe può rivelarsi un problema ancor più rispetto a chi agisce in Europa o Nordamerica. Peccato, perchè Light in the Abyss non ha davvero nulla da invidiare per esempio agli album delle migliori band finlandesi del genere, e l’unico modo per sanare questa apparente ingiustizia è quello di supportare i Myridian tramite il loro bandcamp.

2020 – Autoprodotto