Come sostenuto in un’intervista da Val Atra Niteris, l’album dei Frowning più semplice da comporre è stato proprio quello d’esordio, mente già con Extinct era emersa qualche difficoltà in più stante la scelta di voler appesantire il suono, mentre Death Requiem rappresenta un tentativo di sintesi tra la freschezza di Funeral Impressions e il successore.
I lavoro consta di sei brani dei quali due sono però cover, una in qualche modo prevedibile trattandosi di un brano degli Aphonic Threnody (band della quale Val è appena entrato a far parte come batterista), molto meno l’altra, trattandosi di una canzone del gruppo metalcore As I Lay Dying, comunque discretamente stravolta e piegata al genere; restano a ogni buon conto quasi quaranta minuti di musica inedita complessivamente molto più cupa e non è un caso se le influenze dichiarate per questa uscita siano Mournful Congregation, Worship e Lycus, non proprio archetipi del funeral più melodico e atmosferico.
Nonostante si tratti di un buonissimo lavoro, un po’ le caratteristiche sopra citate, un po’ (o forse soprattutto) il fatto di non avere più alle spalle un’etichetta come la Solitude e quindi una macchina promozionale molto più impattante rispetto alla maggior parte delle altre volenterose ma piccole label di settore, Death Requiem a diversi mesi dalla sua uscita non sembra aver raccolto le attenzioni che meriterebbe e ciò conferma quanto di questi tempi sia molto più importante apparire che essere.

2020 – GS Productions