I  Saviour Machine sono stati una delle realtà più significative  apparse nella scena metal degli anni ’90 in virtù di sonorità epiche e impattanti guidate dalla voce inconfondibile di Eric Clayton.

La popolarità ottenuta dalla band è stata significativa ma non proporzionale al valore della musica proposta, probabilmente per l’inserimento superficiale dei Saviour Machine nel calderone del metal di ispirazione cristiana; in realtà i fratelli Clayton esibivano una spiritualità che li rendeva un qualcosa di ben diverso e molto più profondo rispetto a band come Stryper e affini.  Dopo una lunga battaglia contro malattia esofagea che ha rischiato seriamente di porre fine alla sua carriera, Eric è tornato sulla breccia qualche anno fa grazie alla chiamata di Arjen Lucassen per  interpretare una parte nella serie di rappresentazioni teatrali denominate Ayreon – The Theater Equation, poi portando dal vivo la musica di David Bowie assieme  al fratello Jeff e, infine, a dare vita a una nuova band denominata Eric Clayton And The Nine, per proporre nuovamente al pubblico l’immortale musica dei Saviour Machine.

L’estensione vocale di Eric dopo la malattia non è più la stessa, ma questo non gli impedisce di continuare a far correre brividi lungo la schiena a chi ha la ventura di ascoltarlo, come avviene in questo suo primo lavoro solista A Thousand Scars uscito nel 2020 e contenente 15 canzoni dalla qualità strabiliante, che di metal non hanno più nulla ma sono benedette da una voce sempre meravigliosa che il nostro mette al servizio di brani opportunamente costruiti sul suo attuale range vocale.

A Thousand Scars non tocca temi religiosi ma è un viaggio intimo e introspettivo con il quale Eric si toglie definitivamente quella maschera di cerone che esibiva nei concerti dei Saviour Machine per mettersi a nudo e mostrare quelle mille cicatrici a cui nessuna medicina o chirurgia plastica impedirà di continuare a sanguinare.

Il lavoro assume per lo più toni cantautorali che uno dei migliori e più credibili interpreti dei giorni nostri rende un capolavoro ineludibile per chi riesce ancora a commuoversi con la musica, un qualcosa a cui risulta impossibile sottrarsi ascoltando brani dalla potenza evocativa di The Space Between Us, Where It Starts e Chasing Monsters, solo per citare i picchi di una tracklist inattaccabile.

2020 – RVP Records