L’ascolto di un album dei Lethian Dreams ha il raro potere di rappresentare una sorta di time-out atto a interrompere le incalzanti incombenza quotidiane di ciascuno, immergendo un mondo dai colori soffusi e delicati.

L’eterea voce di Carline Van Roos è il balsamo ideale per lenire le ferire o alleviare il dolore di membra appesantite da un percorso di vita lungo e accidentato, mentre le note create dalla stessa vocalist e dal suo compagni di viaggio di lunga data, Matthieu Sachs, ammantano il tutto di una sottile cappa di malinconia appena screziata dal discreto tocco percussivo di Pierre Bourguignon.

Il nuovo lavoro, A Shadow of Memories, arriva a sei anni di distanza dal già splendido Red Silence Lodge ed è l’ennesima pennellata d’autore regalata da questo collaudato duo che in passato si è distinto anche in una nella versione ancor più cupa e introspettiva con i Rememberance.

Devo dire che lo stile vocale di Carline, che sovente si limita a un irresistibile sussurro dall’esito emotivamente ben più impattante rispetto a qualsiasi gorgheggio para lirico, è esattamente quello che vorrei sentire sempre in album come questi, appartenenti a un contesto che definire gothic doom finisce per risultare ingannevole; qui ci si muove su territori contigui ai Trees Of Eternity della compianta Aleah Starbridge o, tornando ancora più indietro, dei norvegesi Skumring. La musica contenuta in A Shadow of Memories asciuga gli occhi inumiditi dalle lacrime e si offre all’ascoltatore quasi con ritrosia, risultando ugualmente dirompente dal punto di vista emozionale: un’opera d’arte dall’afflato lirico difficilmente riscontrabile altrove.

2020 – Orcynia Records