Nel 2020 si palesano gli A Dead Cold Lament, duo che si cela sotto spessi cappucci e nickname abbastanza improbabili quali The Fifth Empire Of Solitude e Am I? e un’affascinante, per quanto fantasiosa, provenienza antartica. Riguardo alla collocazione geografica della band prendo comunque per buona la nazionalità cilena riportata da Encyclopaedia Metallum, mentre dal punto di vista strettamente musicale, che è ciò che più conta, siamo alle prese con un funeral di spessore che si snoda lungo sei  tracce per circa un’ora di musica, ben prodotto e opportunamente eseguito, almeno finché il duo si limita a srotolare un riffing intenso e una voce corrosiva, meno convincente allorché si tenta di lavorare più o meno di fino. Il sound contenuto in Shadows Of Myself appartiene al versante più rituale del genere, rafforzato dall’utilizzo di un cantato pulito salmodiante che, tanto per cambiare, rappresenta il punto debole della proposta (assieme a qualche solo chitarristico rivedibile) visto che, se madre natura non ti fornisce il dono di una naturale intonazione, con il growl o lo screaming sistemi tutto, altrimenti i nodi vengono puntualmente al pettine. Detto ciò il lavoro si rivela nel complesso valido, certo che se i nostri si muovessero esclusivamente all’interno della loro comfort zone il risultato sarebbe decisamente migliore, perché i momenti più dolenti e melodici (ascoltare per credere una traccia come Act V: Hypocrisy) sono suggestivi di un certo talento per tali funeree sonorità.

2020 – Autoprodotto