Towards – III

Quella dei Towards ha la peculiarità di sembrare un proposta anomala paradossalmente per la sua semplicità: l’idea di Korpi (str) e Jumal (vc) è quella di offrire sonorità quanto mai desolanti senza sfruttare al massimo gli spunti offerti dagli strumenti elettrici ma, semmai, optando per un sound intimista, talvolta dai tratti cantautorali, altre volte ricordando i Devil Doll nei passaggi più rarefatti, in particolare quelli pianistici. Quello disegnato dal duo di Helsinki è uno scenario depressivo dall’incedere indolente, quasi che la trasmissione del proprio disagio non debba essere troppo di disturbo. I tre album pubblicati tra il 2017 e il 2020 (minimalismo assoluto anche nella scelta dei titoli, I, II e III) risultano coinvolgenti pur nelle loro imperfezioni e ascoltandoli la sensazione è che, trattandosi del classico progetto fai da te, probabilmente anche avulso dalla scena, queste interessanti opere siano sfuggite ai radar della critica e degli appassionati.
Un peccato perché i Towards sono molto abili nel raffigurare un ambito di desolazione esistenziale, sfruttando un approccio scarno ma sovente capace di toccare le giuste corde emotive.

2020 – Autoprodotto