I  francesi Ixion hanno iniziato la loro carriera nel 2007 come band dedita a un doom atmosferico dalle propensioni funeral che nel corso degli anni ha poi inglobato elementi post metal rendendo il sound più etero e sognante, in ossequio a un concept cosmico che si può evincere fin dal moniker prescelto (Ixion è uno dei planetoidi più grandi della fascia di Kuiper, che comprende i corpi celesti del Sistema Solare orbitanti oltre Plutone).

Dopo questo breve ripasso di astronomia torniamo al duo bretone  formato  da Julien Prat e Yannick Dilly, dicendo che L’Adieu Aux Etoiles, uscito nel 2020, è il quarto full length e che, come anche gli altri, esibisce una grande qualità. Rispetto agli album più recenti il sound  si è impercettibilmente rifatto più cupo ma non abbastanza per nascondere  l’enorme potenziale atmosferico di questi quaranta minuti decisamente molto fruibili senza che la levità del sound ne renda impalpabili i contenuti.

L’apporto di una componente elettronica efficace calza perfettamente all’immaginario spaziale degli Ixion, i quali probabilmente si ricordano d’essere connazionali di un certo Jean Michel Jarre, oltre che degli Alcest per quanto riguarda le sfumature shoegaze,  inserendo il tutto in contesto pur sempre doom e andando a costruire una delle migliori uscite dello scorso anno.

2020 – Finisterian Dead End