Il duo chiamato Gravkväde ha esordito nel 2017 con il demo Grav|sorg, inaugurando l’abitudine di intitolare tutte le uscite utilizzando sempre la parola svedese Grav (tomba) seguita dal carattere di separazione e da un altro vocabolo; un nuovo demo e una compilation riassuntiva delle prime due uscite conduce al primo full length Grav|aska (2018). Come dichiarato dalla band il sound offerto assume una forma non dissimile da un maestro di questo stile come Nortt; per questo motivo è normale attendersi un approccio cupo, depressivo e con una sana dose di odio e rabbia nichilista ben espressa dal vocalist Dommedag, a occupare gli spazi che nel funeral più tradizionale sono riservati a sentimenti meno diretti e più introspettivi. L’ultimo Grav|Ruin, come riportato dal bandcamp dei Gravkväde, è anche il primo album che scritto come band al completo con lo scopo di catturare l’essenza più pura della desolazione e del dolore senza scendere a compromessi. In effetti il lavoro, complice l’apporto del bassista Gravrot e del batterista Vidunder, si dimostra a suo modo più vario pur senza smarrire le sue principali connotazioni vicine al sentore black metal piuttosto che non a quello funeral, genere in cui Ezra e soci non sono stati comunque inseriti in maniera forzata.

2020 – War Against Yourself Records